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Articoli & media

I Verdi Liberali ticinesi si impegnano ad essere presenti nel panorama mediatico. Qui di seguito i loro interventi nei media ticinesi.


Che cosa ha a che fare il cinipide del castagno con il lupo? Si può combattere l'evoluzione?

di Filomena Nina Ribi (biologa), candidata al Consiglio comunale Bellinzona

 Il clima della terra è sempre cambiato: periodi temperati si sono alternati a glaciazioni e di conseguenza molte specie di animali si sono spostate, sono evolute o estinte. Il cambiamento è la costante della natura e si chiama evoluzione.
Nel 2009 è arrivato in Ticino il cinipide del castagno: un insetto parassita che si è diffuso nelle selve castanili attaccando il castagno. Molte piante sono deperite, alcune si sono adattate facendo seccare i rami infetti. La produzione di castagne è crollata. Poi è immigrato un nuovo ospite anche originario dall'Asia: il Torymus sinensis, un insetto che combatte il cinipide, ossia un parassita del parassita, dunque utile alla salvaguardia del castagno. E' stato introdotto intenzionalmente dall’uomo in Italia e si è diffuso fino in Ticino. Il raccolto di castagne è tornato abbondante. Entrambi gli insetti erano stranieri ma ora fanno parte della nostra fauna (uno benvenuto, l'altro no). Anche il pomodoro, la patata, il mais e la zucca sono stati importati dall'America. Non sono indigene la camelia, l’azalea e la magnolia. Perfino il castagno e la nostra palma provengono dall'Asia! E la palma è stata messa sulla lista nera delle piante alloctone da combattere perché si diffonde da sola.
Il clima cambia. Una volta eravamo sommersi dal mare qui, una volta dal ghiaccio. Poi c'era la foresta pluviale, circolavano gli elefanti e in cima ai nostri alberi volteggiavano le scimmie. Nel fiume Reno 120'000 anni fa, nuotavano gli ippopotami. Il pianeta evolve. Gli esseri umani migrano, viaggiano e importano nuove specie d'insetti o semi di piante. Ci sono circa due zanzare clandestine in ogni aereo di turisti e più di 100'000 voli d'aerei al giorno. E' arrivata la zanzara tigre assieme a nuove specie di ragni. Sono tornati i cervi e i cinghiali. Ora sta ritornando anche il lupo, che negli ultimi secoli era scomparso dal nostro territorio. Il "nuovo" spesso preoccupa, perché non si sa come evolverà in futuro. Quando arrivò il cinipide, sembrava che i boschi di castagno sarebbero morti. Troppi cervi danneggiano le vigne e il bosco? L’antagonista del cervo è il lupo, che già in altri luoghi ha ripristinato l'equilibrio ecologico tra fauna e flora. La natura del nostro pianeta è in continua evoluzione. Invece di lottare contro questi cambiamenti, dovremmo investire le nostre energie per trovare un sistema per conviverci.

Sosteniamo le Assemblee di quartiere nella Nuova Bellinzona

Ivan Zivko (fisico), candidato al Consiglio comunale Bellinzona

 La Nuova Bellinzona raccoglierà al suo interno Comuni, i nuovi quartieri, che arrivano da esperienze differenti da diversi punti di vista: demografico, finanziario, morfologico e pianificatorio solo per citarne alcuni. Eppure la maggioranza delle persone nei 13 comprensori che andranno ad aggregarsi hanno visto nel nuovo Comune la possibilità di creare un futuro migliore, uniti dalle similitudini piuttosto che separati dalle differenze. Queste persone hanno però anche dato la loro fiducia agli attuali amministratori, i quali hanno promesso che i nuovi quartieri non sarebbero stati stravolti, penso soprattutto dal punto di vista urbanistico, e che avrebbero cercato di salvaguardarne le peculiarità. E allora rivolgo la seguente domanda al futuro Municipio: perché non dare a vostra volta fiducia alle persone dei vari quartieri affinché si scelgano autonomamente le Commissioni? Perché queste dovrebbero essere scelte dal Municipio? Le commissioni dovrebbero essere la voce dei quartieri e non quella dell’esecutivo cittadino!
Per il momento il Nuovo Comune manterrà 13 piani regolatore diversi, situazione che però non potrà rimanere tale per molti anni, è ovvio che prima o poi bisognerà crearne uno nuovo unico per tutto il territorio e quando ciò accadrà, che sia tra 5 o tra 20 anni, personalmente preferirei che le Commissioni di quartiere portino avanti le rivendicazioni dei suoi cittadini e non che al contrario vengano a spiegare cosa ha deciso il Municipio a tal proposito. Ritengo che le Commissioni dei nuovi quartieri in questo ambito dovranno collaborare tra di loro e con il Municipio per arrivare a una pianificazione territoriale equilibrata e intelligente, condivisa e allo stesso tempo rispettosa delle caratteristiche e della storia degli attuali Comuni.
Una delle critiche che sono state fatte al progetto aggregativo è proprio quella che in un Comune così grande sarebbe stato molto più difficile per i cittadini far sentire la propria voce, poter quindi scegliere i propri rappresentanti nelle Commissioni tramite delle Assemblee di quartiere è un modo per evitare questo scenario, mantenendo vivo il dibattito e la partecipazione delle persone alla vita politica, creando momenti di condivisione e confronto. D’altra parte progetti costruiti dal basso sono anche nell’interesse del Municipio, in quanto saranno meno soggetti al pericolo di ricorsi.
Per tutti questi motivi i Verdi Liberali sostengono la proposta che le Commissioni (o almeno metà di esse, come viene fatto nel Comune di Lugano) siano scelte direttamente dalla popolazione dei quartieri. Come rappresentanti in Consiglio Comunale ci batteremo affinché la nuova città sia costruita insieme, nel rispetto del territorio e dell’ambiente, affinché tutti i cittadini possano veramente sentirsi parte di questo progetto e vivere in un Comune moderno, sostenibile e pulito.

Discorso del presidente Franco Marinotti al congresso cantonale PPD

5.9.2015

La nostra congiunzione fa discutere in Ticino. - Fa discutere coloro che intendono l’ecologia quale un tema di dominio della sinistra. - Fa discutere coloro che non intendono invece come una visione liberale sul ruolo di uno Stato snello ed efficiente, di un’economia sana, aperta e competitiva e una società responsabile possa convivere con un programma politico incentrato sulla difesa dell’ambiente. - Fa discutere coloro che non intendono il contributo dei verdi liberali nell’ imprimere una connotazione decisamente più progressista a quel “polo di centro” del quale facciamo entrambi parte che possa così trarre dalla coniugazione tra ambiente economia e società la sua forza propulsiva nella difesa dello sviluppo sostenibile, e lasci in eredità alle future generazioni una società aperta e moderna dei pari diritti ed integrazione dei popoli. - Fa però di converso anche discutere coloro che percepiscono nelle recenti derive populiste di stampo locale assunte dal centro un utilizzo della politica tipica di una destra che sembra invece di fatto non volersi proprio identificare in quell’idea di centro appena descritta, allontanandosene con i propri proclami. - E non da ultimo fa anche discutere coloro che giudicano irresponsabile e dannoso al raggiungimento di una qualità di vita accettabile, l’impadronirsi a scopi meramente elettorali, ovvero il cosiddetto “green washing”, di temi sensibili e strategici per la tutela dell’ambiente quali mobilità, territorio, energia abbandonandoli poi a se stessi finita la rendita, ritardandone così irrimediabilmente i progetti implementativi dei quali abbiamo urgente bisogno. A questi dubbi ed incertezze i verdi liberali rispondono con prese di posizioni precise ed azioni pragmatiche su quei temi che ne hanno caratterizzato sin qui la propria agenda politica. L’energia: - siamo per l’abbandono delle produzioni a forti emissioni di CO2, - la sostituzione dell’attuale sistema di sussidi a favore di un sistema di incentivi per la promozione di energie rinnovabili mediante una nuova fiscalità ecologica mirata, che renda l’utilizzo di risorse energetiche non rinnovabili meno conveniente ed agevolare così l’obbiettivo verso l’indipendenza energetica e la creazione di poli tecnologici nazionali; - e siamo soprattutto per l’uscita graduale ma incondizionata e senza ritardi dall’atomo. Mobilità sostenibile e territorio: - siamo per il mantenimento dell’impegno di trasferimento su rotaia senza più indugi di tutte le merci in transito con il completamento di Alptransit a sud di Lugano, opera questa che oltre ad essere essenziale, rafforza notevolmente la nostra posizione contrattuale nei confronti dell’UE in ambito di politica di trasferimento; - siamo anche per la riduzione del traffico privato mediante una corretta pianificazione della viabilità ed un aumento di offerta di mobilità alternativa; - siamo per una revisione dei piani direttori e regolatori a favore di piani di agglomerato sostenibili, e di conseguenza sosteniamo la seconda revisione della LPT che prevede una separazione chiara tra zone edificabili e non a tutela degli effetti causati della speculazione territoriale e consumo incontrollato di territorio. L’Europa e l’economia: - siamo per una Svizzera che si conferma quale piazza economica aperta ed innovativa che estende i suoi orizzonti oltre la frontiera, e vede nei rapporti con l’Europa la prosecuzione di un partenariato essenziale per lo sviluppo competitivo della sua economia; - prendiamo molto sul serio le preoccupazioni popolari che hanno portato ai risultati di voto del 9 febbraio scorso sull’immigrazione di massa ed appoggiamo quindi le proposte di applicazione condivisa di clausole di salvaguardia al fine di regolamentarne in situazioni di emergenza i flussi a tutela dell’occupazione indigena ma senza mettere in discussione la continuazione dei bilaterali che sono alla base del nostro benessere; - e qui un auspicio: (evitiamo poi l’uso di facili manipolazioni elettorali laddove vengono toccati temi quale nella fattispecie quello migratorio, pur in presenza di una crisi drammatica ed epocale dalle enormi conseguenze nel mediterraneo e di riflesso nel resto dell’Europa tutta). - siamo per la difesa del lavoro mediante l’applicazione di concrete urgenti misure di accompagnamento agli effetti distorsivi del dumping salariale a danno dell’occupazione indigena in particolare in Ticino causati dagli impatti incalcolabili che la crisi economica che ha colpito il nord Italia ha avuto sulla libera circolazione; - siamo anche per ridare competitività al lavoro mediante una defiscalizzazione programmatica dello stesso e così incentivare la produzione domestica e dipendere meno dall’importazione di prodotti dall’estero a tutto vantaggio non solo dell’economia ma anche e soprattutto dell’ambiente. Formazione e cultura: - siamo per la creazione di parchi tecnologici innovativi per dare vigore e concorrenzialità alla nostra economia; - ed anche per la continuazione dell’eccellenza della formazione duale svizzera; - la promozione della cultura come ricchezza sociale e personale ma anche come opportunità di sviluppo economico. Su una buona parte di questi temi che sono già oggi contenuti nei nostri programmi penso si possa ragionevolmente immaginare di tracciare un cammino in parallelo. Ci saranno lo auspico, via via momenti di verifica su possibili convergenze e dalla discussione e dal dialogo forse nascerà un più marcato sostegno a quei temi legati allo sviluppo sostenibile che tanto ci sta a cuore. Siamo pronti a metterci alla prova!

Gottardo, un rischioso raddoppio

di Nicolas Brianza, candidato nr 6 al Consiglio Nazionale
[Articolo pubblicato sul Corriere del Ticino il 21.8.2015]

Il risanamento del tunnel autostradale del San Gottardo proposto dal Consiglio Federale e avallato dal parlamento prevede la sua chiusura temporanea per poco più di 3 anni e la costruzione di un secondo tunnel parallelo, il cosiddetto raddoppio, per evitare l’isolamento del Ticino dal resto della Svizzera. Una volta terminati i lavori di risanamento entrambi i tunnel verrebbero lasciati aperti ma vietando in ogni tubo il transito veicolare in una delle due carreggiate che verrà usata come corsia di emergenza. Il tutto verrebbe regolamentato da una nuova legge creata appositamente per il raddoppio e che secondo i suoi promotori sarà in grado di garantire il rispetto dell’articolo costituzionale 84 riguardante il transito alpino, in particolare il punto che indica che la capacità delle strade di transito che attraversano le alpi non possono essere aumentate. Indipendentemente dalla validità o meno dell’idea di vietare tramite legge l’uso di una corsia al fine di mantenere il numero di transiti ai livelli di quelli odierni, in pochi sanno che i lavori di risanamento del Gottardo durano in realtà solo 140 giorni, poco più di 4 mesi, mentre i 3 anni servono per degli interventi supplementari di adeguamento alla direttiva europea EU2004/54 (ripresa anche dalle nostre norme SIA) con dei lavori che non sono ritenuti urgenti e necessari al fine del risanamento. Quello che in pratica ci viene proposto da Berna è di risanare il tunnel con interventi che richiedono complessivamente 140 giorni di chiusura, poi costruire un secondo tunnel parallelo al primo, quindi chiudere per altri 3 anni la galleria appena risanata cosi che possa essere adeguata alle norme UE, ed infine riaprire i tunnel ma tenendo una corsia artificialmente chiusa in entrambi i tubi. Questa proposta mi sembra un po’ azzardata considerando che a lavori ultimati il traffico non sarà comunque più fluido rispetto ad oggi e le colonne ai portali continueranno a formarsi dato che il transito continuerà ad avvenire su una sola carreggiata e malgrado le gallerie avranno entrambe una seconda corsia vuota e inutilizzata! Se si investono diversi miliardi di franchi dei contribuenti per costruire un’opera mi sembra lecito pretendere il ritorno dell’investimento o per lo meno che l’infrastruttura venga utilizzata nella sua interezza. Insomma, questa proposta di “risanamento + raddoppio + adeguamento UE + chiusura corsie” è piena di controsensi e priva di credibilità a lungo termine. È anche evidente che l’apertura di un secondo tunnel renderà ancora più attrattivo il transito delle merci lungo l’asse autostradale sud-nord con conseguente aumento di traffico pesante, rischiando di vanificare gli investimenti sin qui fatti per Alptransit prima ancora che quest’ultimo diventi operativo. Si ipoteca sostanzialmente il fallimento della politica di trasferimento delle merci su rotaia voluta dal popolo e scritta nella nostra costituzione. Il problema di fondo, a mio avviso, non è il raddoppio di per se ma è la messa in discussione della politica di trasferimento che ne esce indebolita. Il parlamento sembra non aver intuito questo pericolo e soprattutto non ha colto l’opportunità data dal risanamento per rafforzare, invece che indebolire, la politica di trasferimento merci su ferrovia inserendo nel pacchetto di legge sul raddoppio altre misure, come per esempio la borsa dei transiti già proposta dall’Iniziativa delle Alpi o condizionando il raddoppio al completamento di Alptransit , incluse le relative infrastrutture di accesso e carico/scarico dei treni a ridosso dei confini con l’Italia e la Germania. Una proposta di raddoppio che prevede una serie di misure accompagnatrici per controbilanciare e rafforzare il trasferimento delle merci su rotaia sarebbe positivamente recepito dall’opinione pubblica e sono convinto che molti di coloro che oggi sono contrari al raddoppio sarebbero invece disposti a rivedere la loro posizione perché si troverebbero dinnanzi ad una soluzione che tiene in considerazione le principali rivendicazioni pro e contro raddoppio privilegiando una forma di compromesso tipicamente elvetico. Ma purtroppo questa occasione è verosimilmente già sfumata perché il pacchetto che si andrà a votare a febbraio non contempla tali misure. Il raddoppio del tunnel autostradale senza concludere il trasferimento delle merci su rotaia è pericoloso e la politica, malgrado le promesse e i proclami, non ha una sfera di cristallo in grado di assicurarci che il trasferimento sarà completato in tempo utile qualora il raddoppio venisse accettato. Personalmente credo che la via alternativa al raddoppio (in attesa che il trasferimento delle merci su rotaia sia terminato) è quella di risanare il tunnel autostradale senza effettuare gli interventi di adeguamento alle norme UE, chiudendo quindi la galleria solo 2-3 mesi all’anno (nei periodi di bassa stagione, su un intervallo di 2 anni) sfruttando i valichi, i passi, le strade e le infrastrutture ferroviaria già esistenti e con notevole risparmio economico! La politica di trasferimento merci su rotaia non ne risentirà e continuerà il suo percorso. I raddoppisti avranno comunque la facoltà, se non vogliono attendere, di lanciare un’iniziativa popolare che chieda al popolo e cantoni di rivedere l’articolo 84 della nostra costituzione.

Speciale elezioni con Franco Marinotti

Articolo su La Regione Ticino, apparso il 27 febbraio 2015

Verdi e liberali. Già nel nome

31 ottobre 2014 - La Regione Ticino

"Sono già da tempo una realtà federale, con parlamentari alle Camere, e il prossimo aprile tentano la presa del... seggio (almeno in Gran Consiglio), anche in Canton Ticino. È il Partito verde liberale (Pvl) che ha annunciato, appunto, la presentazione di proprie liste per parlamento e governo, al rinnovo il prossimo 19 aprile..."

Un’alleanza con Savoia? «Calma, non tutti sono d’accordo»

6 ottobre 2014 - Ticino Libero

 Non è scontata l’alleanza in salsa ticinese fra Verdi e Verdi liberali. All’interno di quest’ultima formazione non mancano le divergenze di vedute.

Verdi liberali, decisamente dei “ja-sager”

15 settembre 2014 - Ticino Libero

 I Verdi liberali ticinesi favorevoli a tutti gli oggetti in votazione il prossimo 28 settembre.

I verdi liberali ribadiscono la necessità di un equilibrio tra economia ed ambiente.

25 ottobre 2013 - Corriere del Ticino

Un partito apparso sulla scena politica ticinese da pochi mesi, ma den deciso ad entrare in Gran Consiglio tra due anni, e perché no anche in Consiglio di Stato. "Non escludiamo nessuna via" afferma il presidente dei verdi liberali sezione Ticino, Franco Marinotti, sottolineando però che non è ancora un discorso prioritario... segue.

Un dovere e una scelta - Franco Marinotti

5 agosto 2013 - La Regione Ticino

Sull’iniziativa popolare “Sì all’abolizione del servizio militare obbligatorio”. I verdi liberali intravedono una grande esigenza di riforma nell’ambito della difesa nazionale e potenziali risparmi possibili sia in termini di ridimensionamento dell’esercito stesso che di mezzi...segue

La mobilità del basso Malcantone - Leandro Custer

24 luglio 2013 - La Regione Ticino

La situazione viaria di molte regioni del Ticino è ormai diventata invivibile e inaccettabile. Recentemente è stata inaugurata la galleria Vedeggio-Cassarate la quale ha sgravato alcune strade di Lugano e poco più.Mentre il traffico lungo l’asse Manno-Ponte Tresa, già fortemente trafficato, sembra essere peggiorato ulteriormente...segue