Sebbene i dettagli vadano analizzati in Gran Consiglio, il PVL Ticino si trova in principio d’accordo con la direzione proposta dal Consiglio di Stato per l’attuazione delle due iniziative sui premi di cassa malati. Sia l’attuazione a tappe che la suddivisione degli oneri a metà tra riduzione delle uscite e aumento delle entrate sono sensate.
Il Consiglio di Stato ha formulato la propria proposta per la prima tappa di attuazione delle due iniziative sulle casse malati che in settembre 2025 sono state approvate dalla popolazione ticinese. Le due iniziative hanno un costo complessivo enorme, stimato attorno ai 450 milioni, pari a circa il 10% del budget cantonale.
Il PVL reputa sensato procedere con un’attuazione a tappe, poiché viste le colossali cifre in gioco e la complessità della sfida, è inimmaginabile implementare completamente le iniziative nel giro di pochi mesi. Il PVL è anche favorevole all’approccio proposto dal Consiglio di Stato per il finanziamento delle due iniziative: per metà tramite la limitazione delle uscite, per metà tramite un aumento delle entrate. Risparmiare 450 milioni (che si aggiungono ai circa 250 milioni di disavanzo previsti per altre ragioni) esclusivamente tramite tagli delle uscite è impensabile e necessiterebbe dei tagli drammatici di numerosi servizi pubblici, il che comprometterebbe la capacità dello Stato di svolgere compiti essenziali. I 25 milioni di tagli proposti sono sì dolorosi, ma frutto di un esercizio di ottimizzazione che il PVL ritiene indispensabile.
Il PVL saluta anche il fatto che, a livello di entrate, il governo agisca su un’imposta – quella sulle sostanze elevate – che non tocca il ceto medio. Far pagare il conto a questa fascia di popolazione che è sempre più in difficoltà avrebbe significato andare a rinforzare quel malessere sociale che è la ragione per la quale due iniziative opposte come quelle in questione siano state accettate. Il fatto che la popolazione abbia sostenuto un’iniziativa esagerata e populista come l’Iniziativa 10%, che estenderà i sussidi ai premi di cassa malati a quasi due terzi della popolazione (215’000 persone, molte delle quali non ne avrebbero bisogno), è manifestazione di un elevato livello di rabbia e frustrazione.
È quindi corretto che l’applicazione delle iniziative miri a tagliare le uscite laddove possibile, ma anche che si preveda un contributo maggiore da parte di chi ha maggiore disponibilità e, negli anni, ha beneficiato di numerosi sgravi. Ciò permetterà di ridurre la pressione presente nella nostra società e così di riuscire in futuro a portare in avanti politiche più oculate.
Infine, ora è importante procedere con decisione con misure per la riduzione della spesa sanitaria, in primis quelle proposte dal Consiglio di Stato.