Il Consuntivo 2025 presenta luci e ombre, e il PVL Ticino sceglie di guardarle entrambe in faccia. Da un lato vi sono elementi che non vanno ignorati: il risultato d’esercizio è nettamente migliore di quanto preventivato, il freno ai disavanzi è rispettato, l’autofinanziamento raggiunge un livello soddisfacente e il disavanzo finale è significativamente inferiore alle attese. Sarebbe scorretto descrivere questi conti come un fallimento.
Dall’altro lato, sarebbe altrettanto sbagliato lasciarsi rassicurare dai numeri. Il miglioramento del 2025 è dovuto in misura importante a fattori straordinari e non ripetibili, in particolare la distribuzione dell’utile della Banca nazionale svizzera e le entrate eccezionali legate alle imposte di successione e donazione. Al netto di questi elementi, la realtà è meno confortante: il capitale proprio resta negativo, il debito pubblico continua a superare i 2,7 miliardi di franchi e le prospettive future appaiono impegnative, tra nuove riforme federali, crescita di alcune spese vincolate e attuazione delle iniziative popolari recentemente approvate.
«Per il PVL la questione non è se esista un problema finanziario. Il problema esiste ed è strutturale. La vera domanda è se siamo pronti ad affrontarlo con serietà », ha dichiarato il deputato Massimo Mobiglia nel suo intervento in Gran Consiglio.
Proprio per questo il PVL prende le distanze da due atteggiamenti opposti ma ugualmente sterili: chi minimizza le difficoltà e chi usa il Consuntivo come pretesto per rilanciare vecchie contrapposizioni ideologiche. Il nostro partito non crede che la soluzione stia nei tagli lineari, che colpiscono indistintamente prestazioni utili e sprechi. Ma non crede nemmeno che si possano ignorare gli effetti di decisioni che riducono le entrate o aumentano la spesa. Serve un approccio pragmatico, fondato sui dati e sulle priorità , la stessa logica che ha portato il PVL a istituire un proprio gruppo di lavoro sulle finanze cantonali, libero da schemi ideologici e attento sia al fronte delle entrate sia a quello delle uscite.Il PVL guarda con interesse agli approfondimenti annunciati sulla revisione della spesa pubblica e alle analisi esterne già avviate. Ma ora è il momento di passare dalla diagnosi alle decisioni.
La porta del PVL all’approvazione dei conti è aperta. Ma passa attraverso un impegno chiaro del Consiglio di Stato a trasformare questo risultato migliore del previsto in un punto di partenza, non in un punto di arrivo. Per questo il partito si attende che, già con il prossimo Preventivo, il Governo presenti un vero piano pluriennale di riequilibrio finanziario. Un piano che permetta di valutare l’evoluzione del debito nel medio termine; che fissi obiettivi chiari sul contenimento della crescita degli effettivi non direttamente legati alle prestazioni alla popolazione; che individui ulteriori margini di efficienza amministrativa attraverso la digitalizzazione e la semplificazione dei processi; che valuti in modo trasparente il ritorno degli investimenti pubblici; e che colleghi le future scelte fiscali all’effettiva evoluzione dell’economia cantonale.
«Chiediamo una strategia che guardi oltre il prossimo esercizio, e che permetta al Parlamento di discutere non del risultato di un singolo anno, ma della sostenibilità del Cantone nei prossimi cinque anni», aggiunge Mobiglia. «Il vero giudizio sullo stato delle finanze cantonali non dipenderà da un anno particolarmente favorevole, ma dalla nostra capacità di garantire sostenibilità e margini d’azione anche in futuro.»
In vista delle elezioni cantonali del 2027, il PVL conferma così il proprio metodo: ragione, responsabilità e pragmatismo al posto delle scorciatoie ideologiche.
Perché il Ticino non ha bisogno di slogan, ma di scelte sostenibili.