San Martino: sì agli investimenti, no alla svendita

San Martino: sì agli investimenti, no alla svendita

Il PVL Ticino ha letto con interesse del progetto per la creazione di un albergo di lusso al San Martino e del supporto che sta ricevendo dal Municipio di Lugano. Vediamo di buon occhio il progetto, ma temiamo – visti i tristi precedenti nel Luganese – che la prevista modifica di Piano Regolatore possa comportare un vantaggio economico ingente per un privato in un momento in cui si chiede alla cittadinanza di fare sacrifici. Siamo favorevoli agli investimenti, ma solo a condizione che vi sia piena trasparenza e che i benefici vengano distribuiti in modo equo, e non riservati a pochi.

Accogliamo con favore l’intenzione di un operatore privato di voler investire nel Luganese in un progetto che presenta elementi interessanti come la possibile apertura al pubblico di alcune aree e un contributo alla realizzazione della ciclopista verso Melide.

Tuttavia, esprimiamo preoccupazione riguardo al rischio che, a seguito delle modifiche che saranno proposte al Piano Regolatore (PR) – e che, in condizioni ordinarie, non sarebbero concesse – la città venda terreni pubblici a un prezzo significativamente inferiore al loro valore di mercato, concentrando i benefici di tale operazione nelle mani di pochi soggetti privati. La preoccupazione deriva dal fatto che l’area destinata alla realizzazione dell’hotel si trovi attualmente in buona parte nella proprietà della città e, secondo l’attuale PR, sia classificata come non edificabile. La conversione dell’area in zona edificabile comporterebbe un sensibile aumento del valore dei terreni, che passerebbero da essere zona boschiva o di interesse pubblico a terreno privato in una posizione strategica sul lago su cui sarebbe possibile edificare strutture di lusso di più piani. In questo contesto, sarebbe grave se i terreni in questione venissero venduti ad un privato al loro valore attuale, molto basso, per poi vedere il loro valore immobiliare crescere vertiginosamente una volta resi maggiormente edificabili.

A seguito di stime effettuate sulla base dei rendering del progetto e sul valore commerciale che gli edifici di lusso possono raggiungere, si giunge alla conclusione che, qualora la città decidesse di vendere i terreni in questione al loro valore attuale per poi in un secondo momento renderli maggiormente edificabili, si troverebbe a fare un regalo a un privato che potrebbe anche superare i 50 milioni di franchi. Una cifra che non sarebbe compensata se non in minima parte dai benefici per la cittadinanza quali l’accesso a determinate aree o un contributo alla realizzazione di un’ipotetica ciclopista.

Considerata la difficile situazione economica della città, che ha appena aumentato di 3 punti il moltiplicatore, riteniamo che il progetto in questione presenti indubbiamente elementi d’interesse, ma solo a condizione che i terreni della città siano innanzitutto rizonati e solo successivamente venduti. Questo approccio garantirebbe che il loro valore sia correttamente valutato, come sarebbe giusto fare per qualsiasi altra operazione simile. In sintesi: noi sosteniamo gli investimenti, non la svendita di beni pubblici.

Oltre alla questione legata alla distribuzione equa dei benefici emergono anche problematiche tecniche. Il progetto si collocherebbe in una zona sensibile sotto il profilo paesaggistico e storico oltre che complesso a livello di PR, poiché include aree attualmente classificate come bosco e/o di interesse pubblico. La conversione di questi terreni in zona edificabile potrebbe comportate la necessità di compensare con dei dezonamenti altrove. Pertanto, prima di procedere con iniziative poco trasparenti è fondamentale chiarire come tali modifiche possano essere gestite a livello pianificatorio, per garantire che ogni passo sia compatibile con gli interessi pubblici e con un’adeguata pianificazione territoriale.

Contatto in caso di domande: ti@verdiliberali.ch