Il conto lo pagano i cittadini: senza il cofinanziamento federale, opere attese da anni per risolvere il flagello del traffico e migliorare la mobilità nel Luganese rischiano di non essere realizzate o di slittare di un altro decennio. Manca una visione
Che si tratti di organizzare la transizione energetica, di riorganizzare la mobilità o di rivedere la pianificazione del territorio, servono due cose: una visione e una strategia. A Lugano mancano entrambe. Sul primo punto ha ragione il Consigliere di Stato Claudio Zali quando parla di una “visione automobile-centrica” di Lugano che a Berna non fa breccia. È il sintomo di una classe politica dirigente ancorata al passato, incapace di guardare non solo al futuro, ma persino al presente. Le motivazioni dell’ARE sono impietose: manca un coordinamento comprensibile tra sviluppo degli insediamenti e rete dei trasporti, ovvero manca l’essenza stessa di una pianificazione degna di questo nome.
E il PAL5 non è un caso isolato. L’esempio più emblematico è la politica energetica: nel 2026 Lugano non dispone ancora di un Piano energetico comunale, nonostante il mandato per la sua elaborazione sia stato assegnato dal Municipio nel lontano 2016. Nove anni dopo, del documento non c’è traccia: Lugano risulta essere l’unica città svizzera a non essersi ancora dotata di questo strumento, mentre le città di dimensioni comparabili sono già alla seconda o terza generazione dei loro piani energetici e climatici. Nel frattempo, dallo stesso Municipio si ammette candidamente che raggiungere gli obiettivi di politica energetica entro il 2035 “non è realistico”. Che si parli di mobilità o di transizione energetica, il copione è identico: nessuna visione, nessuna strategia, solo rincorse tardive e occasioni perse.
Manca una strategia
Oltre alla visione, serve la capacità di lavorare con qualità . Una qualità che, purtroppo, nemmeno la presidenza della CRTL del municipale Filippo Lombardi ha saputo garantire, anzi. Le riserve espresse dal Consiglio di Stato sulla qualità del PAL5 e sulle modalità con cui è stato allestito erano note da mesi, così come i precedenti: già il PAL3 era stato bocciato e recuperato solo con un salvataggio politico in extremis, e alla quarta generazione il Luganese non aveva nemmeno presentato un programma. Ripetere gli stessi errori per la terza volta non è sfortuna: è metodo.
La nostra visione: strade più libere per tutti
Criticare non basta: il PVL Ticino e la Sezione di Lugano mettono sul tavolo la propria visione. Non esiste una misura miracolosa, ma un insieme coerente di interventi che le città moderne hanno già adottato con successo: uno sviluppo centripeto degli insediamenti, con la riduzione delle zone edificabili disperse, l’aumento delle corsie preferenziali per i bus, l’estensione delle zone pedonali nei quartieri centrali, una riduzione graduale dei posteggi, accompagnata dall’aumento di quelli riservati al carsharing, una limitazione della circolazione, la ripianificazione del sistema viario e degli spazi pubblici.
L’obiettivo di questo pacchetto va sottolineato con chiarezza: spingere quelle migliaia di persone che oggi prendono l’auto, pur potendo usare la mobilità dolce o il trasporto pubblico, a cambiare abitudini. Il risultato? Anche chi all’auto non ha alternative (artigiani, famiglie, persone con mobilità ridotta, chi vive fuori dagli assi serviti) si ritroverebbe con strade più sgombre e una qualità di vita migliore. Non è una politica contro gli automobilisti: è una politica per liberare le strade da chi potrebbe non occuparle. Ci guadagnano tutti, perché la situazione attuale è semplicemente disfunzionale per chiunque e, come certifica Berna, non porta nemmeno più un franco di contributi federali.
Serve un cambio di classe dirigente
Lugano ha bisogno soprattutto di una cosa: il ricambio della sua classe dirigente, ormai stagnante e priva delle qualità necessarie a guidare il principale polo del Cantone. Serve una nuova generazione politica che riporti alla città tre elementi oggi assenti: una visione positiva per il futuro, il coraggio di volerla implementare e il pragmatismo per capire come muoversi nella realtà attuale.
Il PVL, tramite la Sezione del Luganese, si impegna affinché il PAL6 non sia l’ennesima occasione mancata, ma il punto di partenza di una pianificazione moderna, sostenibile e credibile agli occhi della Confederazione, costruita con i Comuni, con il Cantone e con i cittadini, e non contro di loro.
Presidente PVL Ticino – Leandro De Angelis
Consigliera Comunale Lugano – Sara Beretta-Piccoli
Presidente PVL Luganese – Riccardo Maiolo